19 Apr Istruire un gatto
Avere un gatto in casa è come avere un altro membro della famiglia che gioca, ti regala amore incondizionato e non ti fa pesare la sua presenza. Ma attenzione: questo avviene quando il gatto è educato! Se non riceve i giusti insegnamenti può succedere che il divano diventerà il suo tiragraffi personale o che le tende saranno per lui un gioco troppo accattivante. Per non parlare della pipì: è indispensabile che il gatto capisca che i bisogni si fanno nella sabbietta. Ecco perché è fondamentale saper istruire un gatto. Vediamo in che modo.
Secondo passo: gratificare con parole e ricompense
Istruire un gatto significa anche aiutarlo a capire che sta facendo la cosa giusta. Ogni volta che fa la pipì nella lettiera è opportuno fargli complimenti verbali, magari usando sempre la stessa parola con un tono particolarmente dolce. Bravo, complimenti, benissimo sono alcuni esempi che il gattino memorizzerà e assocerà a comportamenti positivi da ripetere. Ma le parole, per quanto dolci, non sempre bastano e quindi bisogna rinforzare il gesto con ricompense pratiche. Sicuramente le carezze aiutano, ma se si usano dei croccantini è certo che i risultati saranno più evidenti. Mi raccomando, dare il premio solo quando effettivamente il gatto ha fatto il suo dovere, fino a quando quel comportamento non sarà per lui istintivo.
Terzo passo: punizioni per i trasgressori?
Inutile dire che non sempre è tutto semplice e spesso, almeno nelle fasi iniziali, qualche problema può sorgere. Le ricompense aiutano ad istruire un gatto, e invece le punizioni possono servire? Assolutamente no! Mai punire il gatto fisicamente: si stimola solo un meccanismo difensivo che porta ad aggressività e chiusura. Meglio insegnargli anche la parola “Non si fa” oppure “no”, per impedire che faccia qualcosa di sbagliato o ripeta il comportamento non educato. Il tono di voce è importante, ma non bisogna esagerare, perchè spaventarlo inutilmente può solo peggiorare le cose.