14 Set Come vede un gatto
Come vede un gatto
L’evoluzione ha sviluppato la vista dei gatti per renderli abili cacciatori. I loro occhi devono essere in grado di percepire anche i movimenti più piccoli e questo deve avvenire anche in condizioni di scarsa luce.
Gli occhi dei gatti sono molto più grandi dei nostri
Come vede un gatto. I mici, con le dovute proporzioni rispetto al corpo, hanno degli occhi di dimensioni maggiori rispetto a quelli degli esseri umani. Ciò è dovuto proprio alla natura da predatori che hanno questi piccoli felini. I gatti selvatici, antenati dei mici che avete in casa, infatti dovevano necessariamente cacciare per lungo tempo e per questo l’evoluzione ha fatto in modo che le dimensioni degli occhi aumentassero. Questo permetteva ai felini di sfruttare il maggior numero di ore con il minor sforzo possibile per la vista.
Anche il campo visivo dei gatti è maggiore rispetto a quello degli umani, perché ciò permette loro di avvistare più facilmente le prede grazie alla visione più ampia.
Il gatto vede meglio al buio
Come vede un gatto? In condizioni di scarsa luce, i mici sono capaci di vedere in maniera molto chiara. Anche questa particolarità deriva dalla natura cacciatrice dell’animale. Vedendo anche al buio o di notte, i felini riuscivano a sfruttare al massimo tutte le ore possibili per cacciare. L‘abilità di vedere al buio è merito del maggior numero di fotorecettori presenti nella retina, oltre alla presenza del “tapetum lucidum“. Si tratta di un tessuto oculare molto complesso che sostanzialmente funziona per riflettere la luce assorbita. Quando vedete gli occhi del vostro gatto “accendersi” al buio è proprio per il funzionamento del “tapetum lucidum”. Più è scarsa la luce e meglio vedrà il micio, perché in condizioni di luminosità elevata i fotorecettori assorbono troppa luce e non permettono all’animale di vedere chiaramente come avverrebbe in condizioni di oscurità totale o parziale.
Struttura oculare e percezione dei colori: come vede un gatto.
La struttura oculare di un gatto è simile a quella di un uomo, ma le diverse componenti, ovvero i coni per diversificare i colori, e i bastoncelli per percepire il bianco e il nero con poca luce, sono distribuiti in modo molto diverso. Negli occhi umani sono presenti più coni, mentre in quelli dei piccoli felini i bastoncelli. Questi, inoltre, non sono direttamente connessi col nervo ottico come avviene per le persone ma sono prima interconnessi fra loro per formare dei gruppetti di fotorecettori. Per questa ragione i gatti al buio vedono così bene e gli esseri umani no, mentre con la luce avviene l’opposto.
Per quanto riguarda la percezione del colore, i gatti riescono a riconoscere delle tonalità e non vedono totalmente in bianco e nero. Lo spettro non è ampio come quello dell’uomo e dipende sostanzialmente dalla quantità di luce. I coni degli esseri umani sono tre per catturare la luce di altrettanti colori, verde, blu e rossa. I gatti, invece, ne hanno soltanto due, quelli che riescono a percepire la luce blu e quella verde. Di conseguenza, l’animale vedrà meglio le tonalità più “fredde”, mentre percepirà meno quelle “calde”. La luce influenza tantissimo tanto che al buio i gatti vedono soltanto in bianco e nero e la percezione del colore aumenta in proporzione alla luminosità.
Campo visivo e messa a fuoco
Il campo visivo del gatto, paragonato a quello umano, è più ampio. I piccoli felini, riescono a coprire circa 200 gradi, mentre gli umani 180. La differenza sembra piccola ma in realtà è piuttosto importante. L’animale riesce a percepire più movimenti rispetto a noi grazie alla maggiore profondità di campo visivo.
Come vede un gatto per quanto riguarda la messa a fuoco? Gli umani, avendo un campo di visione periferica minore (20 gradi contro 30), riescono a focalizzare molto meglio da vicino. L’uomo è in grado di mettere a fuoco nitidamente fino a una distanza di circa 25-30 metri, mentre il gatto arriva a malapena a 6. La scarsa capacità di focalizzare da vicino dipende, inoltre, anche dal fatto che il micio possiede degli occhi più grandi e quindi meno muscoli facciali. Tuttavia è proprio la minore visione periferica che permette all’animale di riuscire ad avere una maggiore profondità di campo, abilità decisamente importante per cacciare le prede.